Daniela Savini nasce a Teramo il 31-10- 1975, sin dall'infanzia ha mostrato
un forte talento per il disegno, padroneggiandolo pienamente e reso parte
del proprio essere solo frequentando il Liceo artistico Statale di Teramo,
nella cui scuola si è diplomata nell'anno scolastico 1992/1993.
Nel 1992 partecipa al suo primo concorso 'PescarArte'.
Nell'anno 1993/1994 ha portato a compimento l'anno integrativo ed è
diventata decoratrice di ceramica. Proprio in questo anno avviene il cambiamento,
i dubbi le aspirazioni su quello che riteneva il suo destino già segnato
sin dall'infanzia, insieme alle perplessità della famiglia, la portano
ad iscriversi all'università tentando un'altra strada.
Si reca a Parma e vi resterà per sette anni. Una strada completamente
diversa, dove ha ricominciato da capo e dove le sue capacità non servivano
a nulla. Ecco che, con una semplice decisione seppur importante, si vide stravolgere
tutte le sue certezze e la sicurezza interiore sul proprio futuro. Una scissione
perennemente rimasta negli anni; da un lato il desiderio di continuare a disegnare,
dipingere e fare ritratti, e dall'altro lato il dovere.
Laurea in Conservazione dei beni culturali -Facoltà di Lettere e Filosofia,
Parma-, Diploma di Archivistica Paleografia e Diplomatica conseguito presso
l'Archivio di Stato di Mantova. Attuale luogo di residenza San Giorgio di
Mantova.
Come nella vita, così nelle sue opere è pienamente visibile
una duplicità o meglio dire due filoni d'interesse: da un lato il naturalismo
come espressione della propria visione del reale, e dall'altro il ritratto,
non piatto realismo ma lucida manifestazione dell'interiorità, quella
parte dell'io profondo che l'uomo tende razionalmente a nascondere.
Si potrebbe parlare di segni e colori rivelatori.
"Ci si può abituare all'idea che l'universo è semplicemente
un incidente fisico o chimico?
Esiste o non esiste una dimostrazione dell'esistenza di Dio, un essere che
ha dato inizio a tutto e che ci "segue"?
Bene o male, bianco o nero, luce e ombra, vita o morte, yin e yang (concetti
opposti ma interdipendenti complementari, si trasformano l'uno nell'altro),
questi sono i concetti espressi nei miei quadri; l'utilizzo di colori puri
e più rappresentativi della natura terra, cielo e mare ed infine il
rosso del sangue che contraddistingue gli esseri viventi.
Cerco qualcosa -di non ben definito-, nei riflessi delle acque, negli specchi
di sole che trapelano nel sottobosco oppure attraverso le nuvole, nella luce
interiore che brilla attraverso gli occhi, tutto ciò che mi dà
la sensazione di magico, di caldo e di prezioso, una sorta di scintilla divina
che può in parte placare il mio tormento interiore: il perché
dell'esistenza, qual è lo scopo della mia vita?
Le mie opere rispecchiano il mio mondo, il mio pensiero con un tocco nostalgico
per i luoghi in cui sono cresciuta."
COERENZA a se stessi
RISPETTO di se e delle persone vicine
LIBERTA' dalla "moda"